Quando scende dalla MTB Aldo Baggioli ritorna umano e riacquista tutte le fragilità di noi mortali, prima tra tutte la curiosità.

E’ così che il 10 febbraio scorso si è chiesto: “Corte dei Conti, Procura, dove siete?” commentando su FB un mio post su AREA 24 dedicato a Cesco Castagnino.

Perché soddisfare la curiosità dell’uno e non dell’altro?”, mi sono domandato, “In fondo ha ragione il biker, anche a Genova deve esserci un giudice e non soltanto a Berlino.”

In effetti la Corte dei Conti in passato si è già occupata di AREA 24, esattamente il 25 settembre 2015, però si trattava della Sezione regionale di Controllo per la Liguria che lo aveva fatto, come routine, in sede di esame collegiale del consuntivo 2013 del Comune di Sanremo.

Però non era la Sezione che castiga, cioè quella Giurisdizionale, come sembra invece auspicare il Sommo Pedalatore.

Piccola premessa: non sto svelando segreti, perché la Deliberazione 16 ottobre 2015 n. 73/2015/SRCLIG che ne è seguita è stata pubblicata sul sito comunale e quindi chiunque all’epoca poteva compiere su AREA 24 (ma anche su tutte le altre società partecipate), una “attenta riflessione”, oggi da estendere alle conseguenze che ne sono derivate, come Bruno Marra commentava l’altra sera dopo aver letto un altro mio post su questo tema.

I cambi della guardia politici nel 2014 in Comune (Zoccarato-Biancheri) e l’anno dopo in Regione (Burlando-Toti), quelli burocratici a fine 2014 a Palazzo Bellevue in ragioneria (Garino-Barillà) e poi nei vari C. d. A. delle partecipate si sono verificati tutti, più o meno, in concomitanza con questa delibera che a sua volta è stata presa a cavallo delle due leggi di stabilità 2014 e 2015.

Comunque, per pignoleria aggiungo che il procedimento di verifica contabile è stato avviato il 9 febbraio 2015 con Biancheri e la Barillà e sono loro due e non Zoccarato e la Garino ad essere stati invitati dalla Corte il 16 ottobre successivo a “mantenere il rapporto con le società partecipate nell’ambito delle regole previste dal codice civile e dall’ordinamento contabile, nonché dei canoni di sana gestione economico-finanziaria.”

Il plurale “società partecipate”, aggiungo, è giusto anche se la Sezione di Controllo della Corte per il momento ha lasciato fuori Casinò, Sanremo Promotion e RT e ha unicamente contestato “le perdite registrate dalla società AREA 24 spa, partecipata al 43% dal Comune, negli esercizi 2012, 2013 e 2014” e su di esse ha focalizzato la sua attenzione.

So che i campioni di cross country prediligono i percorsi difficili e tormentati, ma con MTB non con FB, e così per agevolare la riflessione del biker evito il lungo e articolato preambolo e mi posiziono immediatamente sul pezzo, anzi arrivo al nocciolo che, come dicevo prima, vale non soltanto per AREA 24 ma anche per il Casinò, la RT e l’AMAIE (Sanremo Promotion è morta e sepolta, RIP).

Il fatto è che in questo, come in molti altri casi, si è confuso il belino con la marcia reale.

Mi spiego: la marcia reale è quella che suonano i pifferai nostrani con atti politici di indirizzo, tipo protocolli antimafia by Saviano, anticorruzione by Cantone e antisperpero by Cottarelli e via zufolando.

Il belino, invece, è l’icona dei debiti che a ogni fine esercizio le società partecipate da enti pubblici si lasciano dietro e che qualcuno, prima o poi, dovrà pagare.

Quando il biker buca una gomma pensa a ripararla o a sostituirla, non agli esorcismi  che la sera  prima aveva fatto in salotto contro la sfiga, dunque -fuor di metafora- è al belino che la Sezione di Controllo si riferiva quando ha notificato al Comune soprattutto l’invito a “mantenere il rapporto con le società partecipate nell’ambito dei canoni di sana gestione economico-finanziaria”, cioè a riparare o sostituire la gomma bucata, perché il rispetto delle “regole previste dal codice civile e dall’ordinamento contabile” è implicito, ovvio, va sans dire.

E’ esattamente questo ciò che si aspetterebbe di leggere dal Comune (azionista per il 43% del capitale sociale di AREA 24) qualsiasi persona ragionevole in risposta all’invito della Corte, di fronte a un buco che supera la quindicina di milioni, a un disavanzo di esercizio che supera il milione all’anno e alle costosissime opere incompiute, o mai nate o abortite, per tacere delle deplorevoli condizioni di manutenzione della pista ciclabile e dell’assenza di uno straccio di programma di valorizzazione.

Invece il 31 marzo 2015, mentre era ancora in corso l’istruttoria della Sezione di Controllo sugli esercizi 2012, 2013 e 2014 di AREA 24, ecco che in applicazione della legge di stabilità 2015, arrivano gli esorcismi di Biancheri contro la sfiga sotto forma di decreto che approva un fantomatico piano operativo di razionalizzazione by Cottarelli e il 25 marzo dell’anno successivo, sempre per decreto di Biancheri, una bella relazione “sui risultati conseguiti” che attesta  alla Sezione di Controllo della Corte dei Conti che AREA 24 ha operato “nell’ambito dei canoni di sana gestione economico-finanziaria”.

Probabilmente devo aver visto un altro film, dopo aver letto (testualmente) a pagina 9 della Relazione Biancheri -e con riferimento specifico alla Deliberazione16 ottobre 2015 n. 73/2015/SRCLIG e all’invito ricevuto dalla Sezione di Controllo- che “i risultati intermedi (al 31 agosto) del bilancio dell’esercizio 2015, formalmente approvati dal C. d. A. (Porro, n.d.r.) in data 29.9.2015, mostrano un utile di euro 1.480.625,00 nonché una stima, per fine esercizio, pari a circa € 1,6-1,8 milioni”, questo dopo che il C. d. A. precedente (Floris-Argirò) il 29.6.2015 aveva “approvato il bilancio dell’esercizio 2014 che ha chiuso con una perdita di circa € 1.383.000,00”.

A meno che il film non sia sempre lo stesso, liberamente tratto da un romanzo di Robert Luis Stevenson “Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mr. Hyde” e che di AREA 24 esistano due versioni, quella Dottor Jekyll di Biancheri e quella Mr. Hyde del Collegio sindacale della società.

Un Mr. Hyde che il 24 giugno 2016 annotava invece sul bilancio di esercizio 2015: “ Il Collegio ritiene che esista una incertezza significativa sulla continuità aziendale, che il Bilancio, come redatto dal Consiglio di Amministrazione, non rappresenti in modo corretto la particolare situazione della società, non tenendo conto delle perdite che la stessa dovrà sopportare nel tempo necessario a ridefinire i rapporti, contrattuali e di fatto, eccessivamente onerosi e nei tempi tecnici necessari alla dismissione del patrimonio immobiliare” e di qui, per fronteggiare tali criticità, la necessità di accantonare a fondo rischi una somma “almeno pari o superiore a euro un milione comportando tale accantonamento una rettifica del risultato da un utile di € 275.557 a una perdita  almeno di € 724.443” .

Però Mr. Hyde, a questo punto, ha gettato un po’ di fumo negli occhi della Sezione di Controllo facendo presente che col nuovo C. d. A. (Porro, n.d.r.) passato da 7 a 5 membri la società aveva realizzato una “riduzione dei compensi su base annua di € 13.500,00”, capirai, una goccia nell’oceano dei debiti.

E ha insistito: “Area 24 possiede il 100% di Park 24 S.r.l., società costituita con la finalità principale di gestire i parcheggi, da cui ricavare le necessarie risorse per la manutenzione e gestione della pista ciclopedonale, struttura di uso pubblico gratuito”.

E il Dottor Jekyll a proposito di Park 24 ha risposto con una sventagliata di colpi bassi:

1°.   Conti d’ordine: “Coobligazione per € 4.222.275 di AREA 24 nel debito bancario di PARK 24”.

2°.   AREA 24, e così la controllata PARK 24, non dispongono al momento di linee di credito utilizzabili per finanziare l’operazione immobiliare riacquisita da Millenium, operazione che pure sembra presentare una significativa marginalità”.

3°.   Il finanziamento di AREA 24 era affidato ai contributi pubblici, alla dismissione o messa reddito dei cespiti non strumentali, ad altri contributi del territorio. Nella realtà il meccanismo si è inceppato, come è risultato nel corso del 2015 … anche per la mutata disponibilità del principale istituto finanziatore (CARIGE, che è anche socio al 14 % del capitale sociale, n.d.r.) a sostenere i programmi della società”.

Finché sullo schermo del cosiddetto Parco costiero non hanno cominciato a scorrere i titoli di coda, dimissioni di Porro, concordato con riserva, nomina del commissario giudiziario e assegnazione del termine del 18 maggio 2017 per concludere e incarico a due legali e a un commercialista per elaborare un piano.

Mi sembra che i fatti rispondano da soli al biker curioso, cioè che c’è gente che scrive senza aver letto, gente che legge senza poi scrivere e soprattutto ci sono istituzioni e organi dello Stato “fuori stanza”, sono loro, caro Aldo, i veri FURBETTI DEL CARTELLINO.